L’autore afferma che, sebbene l’esperimento con l’intelligenza artificiale abbia in realtà solo tre anni, la percezione del tempo lo fa sembrare durato 176 anni. Sottolineando che l’interazione con i modelli linguistici di grandi dimensioni avviene ancora prevalentemente attraverso la conversazione, l’autore sostiene che, nella maggior parte dei casi, questa potrebbe essere l’interfaccia utente sbagliata. Riporta inoltre che l’accademico Steven Pinker ha definito sfortunato il fatto che la prima applicazione su larga scala dell’intelligenza artificiale sia stata un chatbot, affermando che il vero potenziale risiede nei sistemi orientati alle attività.
Secondo l’autore, quando l’utente sa cosa vuole fare con l’intelligenza artificiale, ha bisogno di interfacce specifiche per lo scopo e generabili all’istante. Il “canvas” dell’applicazione GitHub Copilot viene descritto come un esempio di questo approccio. Canvas è una piccola applicazione full-stack che funziona senza un’interfaccia del browser, può comunicare con il server e scambiare dati in entrambe le direzioni con l’agente Copilot.
L’autore racconta di aver creato con questa struttura un gioco in cui è possibile giocare a Connect 4 contro l’agente all’interno di GitHub Copilot. Lasciando intendere di non essere riuscito a battere GPT-5.6 Sol, afferma di aver sconfitto GPT-5.6 Luna senza ricorrere al ragionamento. Dice che creare un canvas è facile quanto chiedere a Copilot l’applicazione necessaria.
Queste applicazioni possono chiamare API di terze parti e anche eseguire codice localmente sul computer. Come esempio, mostra un’interfaccia di Winget che consente di visualizzare i pacchetti presenti nel registro e di installare o rimuovere i pacchetti locali. Secondo l’autore, l’obiettivo è evitare lo spreco di token creando strumenti che rendano gratuite le interazioni future, invece di utilizzare l’agente per ogni operazione.
Perché è importante
Questo approccio sposta l’uso dell’intelligenza artificiale dalla semplice esperienza di generazione di risposte alla creazione di strumenti utili a portare a termine un determinato compito. In questo modo, utenti e sviluppatori possono progettare piccole applicazioni modellate sulle proprie esigenze, in grado di scambiare dati e, quando necessario, di interagire con servizi di terze parti o con il codice presente sul computer, invece di chiedere una risposta in chat a ogni passaggio. L’obiettivo pratico è ridurre, nelle operazioni ripetitive, la necessità di impartire nuovamente istruzioni all’agente e il conseguente utilizzo di token; tuttavia, il testo non spiega a quali limiti d’uso e condizioni di accesso sia soggetta questa funzionalità. Per questo, la discussione si concentra non tanto sull’adeguatezza dell’interfaccia di chat, quanto sulla facilità e sull’ampiezza con cui possono essere utilizzate le applicazioni orientate alle attività.
Termine: agente
Un agente di intelligenza artificiale è un software che, invece di generare una singola risposta, chiama strumenti ed esegue operazioni in più passaggi per raggiungere un obiettivo.