Matt Lenhard ha scritto che i truffatori vendono l’accesso a modelli avanzati di intelligenza artificiale a un decimo del prezzo di mercato. Il metodo consiste nell’ottenere token gratuitamente o a un costo inferiore e nel commercializzarli attraverso una relay API.
I truffatori consumano i crediti gratuiti dei nuovi account, utilizzano metodi di pagamento non validi oppure stornano i pagamenti dopo un utilizzo elevato effettuato con carte temporanee. Inoltre, analizzano mediante reverse engineering i software consumer dotati di intelligenza artificiale e ne sfruttano impropriamente i backend, prendendo di mira anche i chatbot di supporto dal codice vulnerabile.
Secondo Lenhard, il modo per ridurre questo abuso consiste nell’aumentare i costi per i truffatori introducendo ulteriore attrito nelle transazioni. Man mano che questo modello basato sull’ottenimento gratuito dei token diventerà più difficile, si prevede che i truffatori si orienteranno verso obiettivi più facili.
Perché è importante
Questo metodo dimostra che può essere sfruttata la differenza tra il prezzo apparente dell’accesso ai modelli di intelligenza artificiale e il costo effettivo di tale accesso per il fornitore. Poiché i crediti gratuiti, i sistemi di pagamento e i backend dei software consumer possono essere utilizzati all’interno della stessa catena, il problema non si limita alla sicurezza di un solo tipo di account; richiede ai fornitori dei modelli di monitorare congiuntamente i diversi canali di accesso. Ulteriori verifiche e passaggi nelle transazioni possono aumentare il costo delle frodi, ma il testo lascia aperta la questione di quanto tali passaggi possano rendere più difficile l’accesso per gli utenti legittimi. Per questo, al centro del dibattito non c’è soltanto la vendita di token a basso costo, ma anche l’equilibrio tra facilità di accesso e prevenzione degli abusi.