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Il meno fastidioso di tutti i mali

Aggiornato: 26/09/2026 · 2 min di lettura · 396 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 4 min

Il meno fastidioso di tutti i mali
Dettaglio di una scheda elettronica

Raspberry Pi Foundation ha aggiunto al firmware un codice che blocca l’avvio quando sul dispositivo vengono rilevati chip RAM non originali. Secondo Raspberry Pi, questa misura è stata adottata perché le schede con la RAM sostituita di nascosto e spesso difettose hanno iniziato a comparire con una frequenza sufficiente. L’applicazione mette in guardia gli acquirenti dai venditori sospetti, ma può anche rendere inutilizzabile il dispositivo degli utenti che potenziano la propria memoria.

Arya Voronova segnala che sarebbe possibile installare una versione precedente del primo firmware; tuttavia, questo metodo rimane indietro rispetto ai miglioramenti introdotti dal 2023 e diventerà sempre più obsoleto con il tempo. Jeff Geerling ha proposto un bit di “memoria incompatibile” che gli utenti potrebbero controllare, ma è stato osservato che potrebbe essere ignorato. È stato citato come alternativa anche l’esempio di un telefono con sistema operativo open source e accesso root, che a ogni avvio mostra un avviso e richiede di premere il pulsante di accensione per continuare.

Poiché su Raspberry Pi non è garantita la presenza di uno schermo o di una tastiera, un avviso analogo è difficile da realizzare. In passato, i driver FTDI rifiutavano completamente i convertitori USB-seri contraffatti; gli utenti avevano reagito perché non riuscivano a riconoscere le contraffazioni, diffuse anche presso venditori affidabili, al momento dell’acquisto. L’articolo cerca una soluzione che fornisca un avviso di manomissione ben visibile senza bloccare il dispositivo. Il contenuto fa parte della newsletter di Hackaday.com, pubblicata ogni sette giorni da oltre 200 settimane e comprendente anche una selezione degli articoli degli ultimi sette giorni.

Perché è importante

Questo approccio dimostra che, nell’ecosistema Raspberry Pi, la verifica dell’hardware ha conseguenze non solo sull’affidabilità, ma anche sulla libertà di utilizzo del dispositivo da parte del proprietario. L’obiettivo di scartare le schede acquistate da venditori sospetti finisce per mettere a confronto lo stesso meccanismo con utenti che modificano autonomamente la propria memoria o che non conoscono la storia del prodotto acquistato. Sebbene sia possibile tornare a un firmware precedente, il fatto che ciò richieda di rinunciare ai miglioramenti aggiunti dal 2023 fa sì che la soluzione non si riduca a una semplice operazione di ripristino. Resta da capire come fornire un avviso che lasci all’utente la possibilità di decidere sulle schede prive di schermo e tastiera. L’esperienza analoga vissuta con i driver FTDI ricorda che il blocco automatico potrebbe penalizzare anche chi acquista da venditori affidabili.

Fonte: Hackaday