L’inaccessibilità del sito web e degli account social di EasyCep ha suscitato reazioni sui social media da parte degli utenti, i quali sostengono di non aver ricevuto il pagamento nonostante abbiano inviato i propri telefoni all’azienda e affermano che gli stand nei negozi siano vuoti. L’azienda ricondiziona secondo determinate procedure i telefoni acquistati online o nei negozi e li rivende; nelle vendite di seconda mano vengono applicate restrizioni ai dispositivi con una capacità della batteria inferiore all’85%.
Mehmet Akif Özdemir, presidente del Consiglio di amministrazione di EasyCep, ha respinto le accuse e ha dichiarato che sono operativi 18 negozi, di cui 6 a Istanbul e 12 in altre città. Ha affermato che a gennaio e febbraio si sono verificati ritardi nei pagamenti, ma che non è rimasto alcun cliente in attesa di ricevere il proprio denaro. Ha spiegato che il sito e gli account sono stati chiusi per un aggiornamento e che il sito sarebbe tornato online nel corso della giornata. Sul sito compare un messaggio di manutenzione programmata.
Özdemir ha dichiarato che, a causa degli investimenti, il certificato fiscale risulta privo di base imponibile e che negli ultimi 3 anni hanno condotto campagne pubblicitarie. Ha affermato che l’azienda si è ridimensionata di fronte alla stagnazione globale, che tiene sotto controllo le spese da febbraio e che ha chiuso alcuni negozi. Ha aggiunto che tra gli investitori figurano Fiba Grubu e Ziraat Portföy.
Perché è importante
Lo sviluppo mostra che, nel modello dei telefoni ricondizionati, in cui i consumatori consegnano i propri dispositivi all’azienda in cambio di un pagamento, la fiducia dipende dalla continuità dei canali digitali e dell’accesso ai negozi. Tra le segnalazioni degli utenti relative ai pagamenti e agli stand vuoti e la dichiarazione dell’azienda secondo cui tutti i pagamenti sono stati completati e 18 negozi sono operativi, esiste una discrepanza che richiede una verifica indipendente. Il ridimensionamento dell’azienda a causa della stagnazione globale, il controllo delle spese e la chiusura di alcuni negozi forniscono il contesto per comprendere perché l’interruzione dell’accesso sia stata interpretata come un segnale di difficoltà finanziarie. Questa incertezza riguarda sia chi sta pensando di inviare il proprio telefono sia chi desidera acquistare un dispositivo ricondizionato. Restano da chiarire se il sito sia tornato online entro il periodo indicato, se tutte le persone interessate dal ritardo abbiano ricevuto il pagamento e quale sia lo stato dei servizi nei negozi dichiarati operativi.