Nella capitale polacca Varsavia è entrato in funzione un distributore automatico chiamato “abortomat”, che distribuisce pillole abortive. Il dispositivo a parete, installato dalle organizzazioni Women Help Women (WHW) e Abortion Dream Team (ADT), è composto da 22 piccoli armadietti e da una tastiera; funziona non con denaro, ma su richiesta. Il distributore, indicato come il primo al mondo, è stato inaugurato il 29 settembre all’indirizzo Wiejska 9, di fronte al Parlamento polacco, all’interno di ABOTAK, la prima clinica abortiva del Paese.
WHW, organizzazione femminista attiva in più di 80 Paesi, ha presentato il sistema come “il primo armadietto per pacchi del mondo”. ADT è invece un gruppo per i diritti delle donne che in Polonia ha affrontato indagini e processi per aver offerto supporto all’aborto sicuro.
La Polonia ha uno dei regimi di aborto più severi d’Europa. Secondo la legge del 1993, la gravidanza può essere interrotta da un medico solo se la vita o la salute della donna sono in pericolo, oppure se sussiste un fondato sospetto che la gravidanza sia conseguenza di un reato; per le gravidanze derivanti da reato il limite è di 12 settimane. Nel 2020 la Corte Costituzionale ha eliminato la motivazione della grave malattia o disabilità del feto. La donna che interrompe la propria gravidanza non viene punita; tuttavia, secondo l’articolo 152 del Codice penale, chi aiuta o incoraggia l’aborto rischia fino a 3 anni di carcere.
Perché è importante
L’importanza del distributore automatico deriva dal fatto che opera nel vuoto lasciato dal quadro giuridico polacco: poiché la donna che interrompe la propria gravidanza non viene punita, mentre chi la aiuta può essere processato con una pena fino a tre anni di carcere, il dispositivo offre un modello di accesso che opera esattamente lungo questa linea. Dato che con la sentenza della Corte Costituzionale del 2020 le opzioni legali si sono ulteriormente ristrette, questo tipo di iniziative della società civile si trasforma in un canale di accesso di fatto per le donne del Paese. La collocazione del dispositivo proprio di fronte al parlamento sottrae il passo alla dimensione di semplice servizio sanitario e lo trasforma in un chiaro messaggio politico. La partecipazione di ADT, che in passato ha già affrontato indagini e processi, lascia aperta la questione se gli operatori si troveranno o meno ad affrontare nuovi procedimenti ai sensi dell’articolo 152 del Codice penale. La rete di WHW, estesa a più di 80 Paesi, solleva inoltre la domanda se questo modello verrà sperimentato anche in altri Paesi in cui vigono restrizioni simili.