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L'Albania è scossa dalle proteste degli studenti: «La nostra pazienza è finita»

Aggiornato: 18/10/2026 · 3 min di lettura · 434 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 10 h 54 min

L'Albania è scossa dalle proteste degli studenti: «La nostra pazienza è finita»
Protesta degli studenti nelle strade dell'Albania

L’Albania è scossa dalle proteste degli studenti. Venerdì a Tirana, mentre migliaia di giovani marciavano, la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni contro i manifestanti davanti al Ministero dell’Istruzione e i manifestanti hanno lanciato pietre. Le proteste si sono intensificate il 15 ottobre. Nelle proteste intensificatesi il 15 ottobre, una parte dell’edificio del ministero è stata data alle fiamme. Le proteste si sono estese a Elbasan. Hanno raggiunto anche Scutari e Coriza. Almeno 160 persone sono state fermate.

Le proteste pacifiche degli studenti continuano. Gli studenti, che affermano di manifestare pacificamente da 140 giorni ma di non riuscire a far sentire la propria voce, chiedono le dimissioni del primo ministro Edi Rama. Ha parlato anche l’analista Afrim Krasniqi. Secondo Afrim Krasniqi, i giovani non vedono un futuro nel Paese e ritengono che tutte le risorse siano nelle mani degli oligarchi.

Rama ha invece rilasciato una dichiarazione. Rama, eletto lo scorso anno per il suo quarto mandato con la promessa dell’adesione all’UE, ha affermato che le proteste non sono un movimento studentesco e ha accusato “forze straniere”. Anche l’analisi della BBC contiene una valutazione. Nell’analisi della BBC si legge che la mancata risposta del governo alle richieste ha intensificato le manifestazioni.

In passato nel Paese si erano già svolte delle proteste, note come la “rivoluzione dei fenicotteri”, contro i progetti turistici dal valore complessivo di 5 miliardi di euro pianificati da Jared Kushner, genero di Trump, nelle isole di Zvernec e Sazan a Valona. In seguito alle accuse di corruzione, a giugno la SPAK aveva aperto un’indagine.

Perché è importante

Queste manifestazioni dimostrano che la legittimità di Rama, eletto per il suo quarto mandato con la promessa dell’adesione all’UE, è messa in discussione dalla giovane generazione. La trasformazione di un processo pacifico durato 140 giorni in una violenza culminata nell’incendio dell’edificio del ministero mette in luce, come sottolineato dall’analisi della BBC, il costo della mancata risposta del governo alle richieste. La diffusione delle proteste da Tirana a Elbasan, Scutari e Coriza mostra che il malcontento non è limitato alla capitale; letta insieme alla rivoluzione dei fenicotteri contro i progetti di Kushner sulle isole e all’indagine per corruzione avviata dalla SPAK a giugno, fa pensare che la protesta sia il frutto di un accumulo legato al sistema oligarchico e alle accuse di corruzione. Il fatto che Rama non riconosca le manifestazioni come un movimento studentesco e accusi “forze straniere” indica che è stata preferita una retorica di crisi al dialogo. La domanda che resta aperta è se la richiesta di dimissioni otterrà una risposta e come quest’ondata influirà sugli equilibri politici del Paese sulla via dell’UE.

Fonte: Independent Türkçe · A cura del redattore Altay Tuna Emir.