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Dispositivo di registrazione nascosto scoperto negli uffici di OpenAI: un dipendente dell'azienda arrestato dall'FBI

Aggiornato: 14/10/2026 · 2 min di lettura · 374 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 34 min

Dispositivo di registrazione nascosto scoperto negli uffici di OpenAI: un dipendente dell'azienda arrestato dall'FBI
Sala riunioni di un moderno ufficio tecnologico

Scoperto un dispositivo di registrazione nascosto nell’ufficio di OpenAI: un dipendente dell’azienda arrestato dall’FBI. Dopo il ritrovamento di un dispositivo di registrazione audio nascosto nell’ufficio di OpenAI a San Francisco, è stata avviata un’azione federale contro l’ingegnere Abdulrahman Alfozan, cittadino saudita di 35 anni; è stato accertato che il dispositivo era collegato a una porta USB e occultato con carta igienica. Il dispositivo in questione era crittografato. Le autorità hanno trovato il dispositivo il 30 settembre dietro il televisore della sala in cui si tenevano le riunioni dei dirigenti e hanno stabilito che era stato posizionato il 28 settembre. Le telecamere di sicurezza hanno mostrato Alfozan aggirarsi senza autorizzazione nei dintorni della stanza. Secondo i procuratori, Alfozan avrebbe posto domande tramite un account di chatbot sulla costruzione di dispositivi di registrazione e sull’ascolto a distanza, mentre OpenAI ha dichiarato di aver utilizzato i propri modelli di intelligenza artificiale nell’indagine. Il 5 ottobre Alfozan è stato licenziato dopo che nella sua borsa era stato trovato un secondo dispositivo. L’ingegnere, arrestato il 9 ottobre, rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 250 mila dollari.

Perché è importante

L’episodio dimostra che la minaccia rivolta alle aziende di intelligenza artificiale non si limita agli attacchi informatici esterni: i dipendenti dotati di accesso interno possono creare gravi falle nella sicurezza fisica. La scelta come bersaglio della sala in cui si tengono le riunioni dei dirigenti riporta al centro del dibattito nel settore i timori di spionaggio di segreti commerciali e strategie. Il ricorso di OpenAI ai propri modelli nell’indagine e il fatto che il sospettato abbia rivolto a un chatbot domande sulla costruzione di dispositivi di ascolto aprono la discussione sul ruolo che gli strumenti di intelligenza artificiale possono svolgere sia nella raccolta delle prove sia nella preparazione di reati. Per le aziende tecnologiche la questione non è più soltanto proteggere i dati, ma controllare l’accesso dei dipendenti e gli spazi delle riunioni. La domanda fondamentale che il fascicolo lascia senza risposta è lo scopo delle registrazioni e se dietro vi sia un mandante.

Contesto

OpenAI non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 86 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 9 ottobre 2026.

Fonte: Webrazzi · A cura del redattore Altay Tuna Emir.