Wabi, che consente a chiunque di creare applicazioni tramite comandi di intelligenza artificiale, si sta orientando verso un’esperienza di messaggistica con l’aumento della domanda di agenti di intelligenza artificiale. L’azienda continua a presentare Wabi 2.0 come una piattaforma di messaggistica basata sull’intelligenza artificiale in grado di generare applicazioni che aiutano gli utenti a portare a termine le proprie attività.
Eugenia Kuyda, fondatrice di Wabi e anche cofondatrice di Replika, ha descritto il nuovo prodotto come un «agente personale» che crea un’interfaccia nel momento in cui l’utente ne ha bisogno. A differenza della versione precedente, Wabi 2.0 si posiziona non per competere con altri strumenti di «vibe-coding», ma con agenti di intelligenza artificiale che combinano conversazione e attività di produttività nella stessa interfaccia. Questo approccio arriva mentre aziende come OpenAI continuano a lavorare per portare le applicazioni all’interno di chatbot di uso generale.
Secondo Kuyda, negli agenti basati esclusivamente sulla conversazione le attività passate e quelle in corso si perdono in flussi molto lunghi; oltre a scrivere, gli utenti vogliono toccare, scorrere e utilizzare interfacce visive. Wabi punta a creare su richiesta l’interfaccia che aiuti a completare un’attività quando questa viene richiesta.
Per esempio, nell’ambito della salute si potranno creare strumenti per monitorare le calorie, il sollevamento pesi e il peso; nell’ambito della famiglia, invece, si potranno creare il calendario delle attività dei bambini, un’applicazione per l’apprendimento delle lingue e un’applicazione che monitora le attività locali per bambini. Kuyda ha dichiarato che l’obiettivo è riunire l’agente personale, le applicazioni e le persone in un unico luogo per gestire insieme gli aspetti importanti della vita.
La nuova applicazione Wabi 2.0 è attualmente utilizzabile solo tramite un codice d’invito distribuito attraverso X.
Perché è importante
Il cambio di direzione di Wabi dimostra che la competizione tra gli strumenti di intelligenza artificiale non si limita più alla capacità di creare applicazioni, ma porta in primo piano anche la questione dell’ambiente in cui gli utenti svolgeranno le proprie attività. Questo modello riguarda direttamente gli utenti infastiditi dalla scomparsa delle attività precedenti nei flussi di conversazione lunghi e desiderosi di eseguire i compiti non solo scrivendo, ma anche attraverso interazioni come il tocco e lo scorrimento. L’idea di riunire nello stesso luogo esigenze diverse, come quelle legate alla salute e alla famiglia, mira a collegare gli agenti personali non soltanto alla risposta a singoli comandi, ma anche a flussi di lavoro quotidiani caratterizzati dalla continuità. Tuttavia, il fatto che il prodotto sia utilizzabile solo tramite un codice d’invito su X lascia per ora aperta la questione di quanto questo approccio possa trovare riscontro presso un pubblico più ampio e di come si configurerà l’esperienza quando verrà meno la limitazione di accesso.
Termine: agente
Un agente di intelligenza artificiale è un software che, invece di produrre una singola risposta, chiama strumenti ed esegue attività in più passaggi per raggiungere un obiettivo.