Test di resistenza di 16 anni di un disco con capacità di 64 GB
Il SanDisk P4 SATA SSD prodotto nel 2010, con una capacità di 64 GB, ha mostrato prestazioni notevoli in un test di resistenza hardware. Le analisi S.M.A.R.T. hanno dimostrato che il disco è riuscito a sopportare, nell’arco di 16 anni, la scrittura di oltre 9 petabyte di dati (circa 9.000 terabyte) e più di 140.000 cicli di scrittura.
Struttura della memoria SLC e MLC
Le memorie flash NAND a livello singolo (SLC) e multilivello (MLC), utilizzate nelle unità a stato solido (SSD) di prima generazione per il mercato consumer, offrivano un’elevata resistenza all’usura perché memorizzavano 1 o 2 bit di dati per cella. Sebbene questa struttura garantisse una capacità inferiore rispetto alle architetture cellulari ad alta densità di archiviazione utilizzate oggi, rappresentava un vantaggio significativo contro il deterioramento fisico. Il tempo totale di funzionamento continuo dell’unità sottoposta al test ha superato le 61.000 ore.
Errori hardware e stato di usura
Sebbene l’unità appaia funzionante nei report di sistema generali, mostra segni di usura a livello delle celle. Nel Settore 0 della partizione di avvio sono stati rilevati errori di lettura non correggibili (UNC). Ciononostante, è stato registrato che il Flash Translation Layer (FTL), l’accesso diretto alla memoria (DMA) e i meccanismi della cache di scrittura continuano a funzionare.
Limiti dello storage SSD e contesto di mercato
I dati indicano che i limiti dichiarati dai produttori per la durata di scrittura espressa in terabyte (TBW) non rappresentano il punto in cui l’hardware smetterà necessariamente di funzionare. Tuttavia, va ricordato che le unità SSD SATA o M.2 possono smettere improvvisamente di funzionare senza alcun preavviso una volta completata la loro vita utile fisica. Mentre nel settore si discutono nuove tecnologie di produzione a causa di problemi come la carenza di NAND, la resistenza delle unità del 2010 costituisce un importante esempio tecnico.