L’accusa di “resa” rivolta da Zelenski a Trump ha riportato alla ribalta il timore di una nuova Yalta. Il presidente ucraino Volodimir Zelenski ha acuito la tensione tra i due Paesi accusando il presidente americano Donald Trump di voler costringere il suo Paese ad arrendersi di fronte alla Russia. Questa accusa ha alimentato la tensione. In un’intervista a Bloomberg, Zelenski ha dichiarato: “Penso che siano stati compiuti alcuni passi per convincere l’Ucraina ad arrendersi”, mentre a Piers Morgan ha detto di sentirsi “tradito” da Trump. Le accuse reciproche sono proseguite. Mentre Zelenski accusava Trump di essere vicino ai leader autoritari, Trump ha invitato gli ucraini a cambiare il proprio leader attraverso le elezioni.
La tensione tra i due Paesi è tornata a crescere il 9 ottobre, quando Trump ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero acquistato gasolio dalla Russia. Questa dichiarazione ha fatto salire la tensione. Trump ha sostenuto che questa mossa avrebbe ridotto i prezzi del carburante in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. La preoccupazione di Kiev è cresciuta. Mentre Kiev temeva che ciò potesse rafforzare il finanziamento della guerra da parte della Russia e indebolire le sanzioni occidentali, Trump ha inoltre chiesto a Kiev di interrompere gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe.
Trump è stato al centro dell’attenzione anche per le notizie relative a un possibile vertice che riunirebbe Putin e Xi Jinping. La partecipazione dell’Ucraina non è prevista. In un post sui social media, Trump ha affermato di stare conducendo negoziati per porre fine alla guerra e ha sostenuto che Zelenski non volesse terminare il conflitto.
Perché è importante
La tensione alimenta il timore che le decisioni riguardanti il destino dell’Ucraina possano essere prese al di fuori di Kiev; il paragone con Yalta descrive esattamente questa paura. L’acquisto di gasolio dalla Russia pone sullo stesso asse, in contrapposizione, il calcolo di abbassare i prezzi dei carburanti in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e la politica di sanzioni volta a limitare il finanziamento della guerra da parte della Russia. Il fatto che le accuse reciproche si spingano fino alla richiesta di un cambio di leadership attraverso le elezioni dimostra che la fiducia tra i due paesi si sta erodendo anche a livello personale. Il possibile vertice a tre, che non prevede la partecipazione dell’Ucraina, e il futuro delle sanzioni trasformano questo quadro in una questione che riguarda non solo Kiev, ma l’intero Occidente. La domanda che resta aperta è la seguente: se i negoziati accelerassero, l’Ucraina siederà al tavolo in cui vengono definite le condizioni, oppure il cessate il fuoco prenderà forma in sua vece?
Contesto
Trump non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 37 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 11 ottobre 2026.