Dopo la caduta del regime di Beşşar Esad, le autorità siriane hanno avviato il processo di costituzione di un nuovo esercito, integrando nel Ministero della Difesa i gruppi armati di opposizione che avevano partecipato ai combattimenti. Circa 22 divisioni militari, eredi dei precedenti gruppi, sono state poste sotto il controllo del ministero. Tuttavia, queste strutture hanno mantenuto in larga misura i propri livelli di comando, i legami regionali, le dinamiche interne e le reti finanziarie, amministrative e sociali formatesi in oltre 10 anni. Per questo motivo, la prima fase si è limitata più a riunire i gruppi sotto un unico tetto che a realizzare un’integrazione istituzionale.
L’amministrazione di Damasco è poi passata alla seconda fase, volta a smantellare i precedenti centri di potere. Mentre i soldati vengono trasferiti in unità diverse, vengono istituiti nuovi livelli di comando; cambiano inoltre le aree di dispiegamento e i compiti delle unità. Fonti interpellate da Şarku’l Avsat hanno affermato che la principale difficoltà non consiste più nel riunire i gruppi, bensì nello spezzarne l’influenza all’interno dell’esercito. Il processo non è ancora stato completato; alcune divisioni continuano a mantenere le proprie vecchie strutture in misura diversa. L’esercito siriano sta attraversando una fase di transizione tra un modello di integrazione insufficiente e un modello di esercito istituzionale in cui la catena di comando e le decisioni militari fanno capo direttamente allo Stato.
Perché è importante
Questa trasformazione determina la capacità della nuova amministrazione di accentrare l’autorità sull’uso delle forze armate e la misura in cui l’esercito opererà come istituzione statale. Il fatto che i vecchi gruppi mantengano i propri quadri di comando e le proprie reti finanziarie, amministrative e sociali dimostra che la subordinazione formale al ministero non è di per sé sufficiente a garantire l’unità di comando sul campo. La distribuzione del personale tra diverse unità e la modifica degli ambiti operativi mirano a indebolire le lealtà locali e legate ai gruppi, incidendo direttamente sui soldati e sugli attuali ambienti di comando. La principale questione ancora aperta è se la riorganizzazione riuscirà davvero a smantellare i vecchi centri di potere e se le decisioni militari potranno essere attuate in tutte le divisioni sotto un unico comando statale.
Contesto
La Siria non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 8 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 3 settembre 2026.