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Il passaggio di Tottenham Hotspur da VMware a HPE ha ridotto i costi delle licenze dell'85%

Aggiornato: 05/09/2026 · 2 min di lettura · 400 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 17 h 25 min

Il passaggio di Tottenham Hotspur da VMware a HPE ha ridotto i costi delle licenze dell'85%
Un moderno corridoio di un centro dati

Tottenham Hotspur ha completato in larga misura il passaggio da VMware alle soluzioni HPE. Il club ha trasferito l’infrastruttura di server, storage e rete del proprio stadio alla piattaforma di gestione del cloud ibrido GreenLake di HPE. L’infrastruttura è supportata da Morpheus VME per la virtualizzazione e dal software OpsRamp per gli ambienti ibridi e multicloud; il servizio gestito è fornito da HPE.

Secondo The Register, il data center dello stadio, dotato di sei corridoi, utilizza i server HPE ProLiant Compute Gen12 e Alletra Storage MP. Tottenham gestisce inoltre il proprio ambiente multi-sede con Morpheus e OpsRamp, rinnova le piattaforme di virtualizzazione e riduce il carico operativo. Il club non ha reso noto quali prodotti VMware utilizzasse in precedenza né quanto pagasse a Broadcom.

Il CTO Rob Pickering ha dichiarato che l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom ha creato problemi a causa dei cambiamenti nella struttura commerciale e nei rapporti con i clienti. Pickering, che ha precisato che il passaggio è stato effettuato negli ultimi tre mesi, ha affermato che il club ha ottenuto un risparmio “superiore all’85 per cento” sui costi delle licenze rispetto al periodo VMware. Ha tuttavia sottolineato che la decisione non riguardava soltanto i costi: Morpheus VME è più efficace di VMware nella gestione dell’hardware e, grazie alle operazioni supportate dall’intelligenza artificiale, è importante poter risolvere i guasti senza l’intervento umano. Ha dichiarato che nel 2025 il team tecnologico di Tottenham era composto da circa 35 persone.

Perché è importante

Questo cambiamento dimostra che le trasformazioni nelle licenze e nei rapporti con i clienti, seguite all’acquisizione di VMware da parte di Broadcom, possono influenzare le decisioni tecnologiche aziendali. Soprattutto in ambienti come gli stadi, caratterizzati da più sedi e dalla necessità di operare senza interruzioni, la scelta dell’infrastruttura viene valutata non soltanto in base al costo delle licenze, ma anche in base alla gestione dei server, alla visibilità sul multicloud e alle modalità di intervento in caso di guasto. Per un team tecnologico composto da circa 35 persone, l’automazione e i servizi gestiti possono influire direttamente sull’organizzazione del lavoro, in considerazione dell’obiettivo di svolgere le operazioni con un minore intervento umano. Tuttavia, il fatto che Tottenham non abbia reso noti i precedenti prodotti VMware né la spesa effettiva sostenuta durante il periodo Broadcom lascia aperte le domande su quali voci sia stato calcolato il risparmio dichiarato e quale sia stato il costo complessivo della transizione.

Fonte: Ars Technica