Il presidente generale del TİP Erkan Baş e i deputati Sera Kadıgil e Ahmet Şık non hanno partecipato alla riunione dell’Assemblea generale organizzata presso la TBMM per il 28° periodo, 5° anno legislativo. I tre hanno rilasciato una dichiarazione davanti alla Corte costituzionale, dove la scorsa settimana il pensionato della polizia Ali Şekeroğlu aveva inscenato la sua protesta prima di togliersi la vita dicendo: «Non per i soldi, ma per il nostro onore».
Baş ha dichiarato di non riuscire ad accettare l’idea di recarsi all’Assemblea generale per ascoltare Tayyip Erdoğan, sostenendo che il Parlamento non rappresenta la volontà e i problemi del popolo e che nel Paese non si rispetta la Costituzione. Ha affermato che non permetteranno che la morte di Şekeroğlu venga banalizzata e dimenticata.
Erkan Baş ha definito il processo noto come «scandalo dei fondi» o «corruzione dei fondi» «uno dei più grandi furti nella storia della Turchia». Ha sostenuto che i detentori del potere e le persone a loro vicine abbiano accresciuto le proprie ricchezze e che si stia cercando di insabbiare gli eventi. Ha affermato che una commissione che potrebbe essere istituita in Parlamento sarebbe una «operazione di PR» finalizzata a ridurre la pressione sociale, anziché a portare alla luce la verità. Ha inoltre reagito al tentativo di far apparire Erdoğan come se fosse ignaro del processo.
Perché è importante
La mancata partecipazione della delegazione del TİP all’Assemblea generale porta contemporaneamente all’ordine del giorno il dibattito sulla partecipazione alle attività legislative e sulla capacità del Parlamento di rappresentare o meno i problemi della popolazione. La dichiarazione davanti alla Corte costituzionale pone invece in primo piano la richiesta di accountability su come affrontare la morte dell’ex agente di polizia in pensione Ali Şekeroğlu di fronte ai problemi economici e politici. Per quanto riguarda le accuse relative alla vicenda dei fondi, al centro del dibattito non vi sono soltanto le responsabilità personali, ma anche la questione se debbano essere indagate le accuse secondo cui gli ambienti del potere avrebbero accresciuto le proprie ricchezze e gli eventi sarebbero stati insabbiati. Per questo rimane aperta la domanda se una commissione la cui istituzione in Parlamento potrebbe essere presa in considerazione sarà un’inchiesta indipendente e capace di produrre risultati, oppure uno strumento per ridurre la pressione sociale.
Contesto
Il Parlamento non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 6 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 30 settembre 2026.