Le parole del Consiglio per le Relazioni
Il presidente dell’American Council on Foreign Relations, Michael Froman, ha definito la settimana dell’Assemblea generale dell’ONU «tanto rumore per nulla». I principali risultati emersi a New York si sono verificati al di fuori dell’ONU: l’accordo sulle basi tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia si è concluso con una trattativa bilaterale, il piano di ricostruzione da 2,45 miliardi di dollari per Gaza è stato annunciato dal Consiglio per la Pace e la tregua doganale Trump-Şi Cinping è stata prorogata di due mesi.
L’Assemblea generale non ha il potere di adottare decisioni vincolanti; tale potere spetta al Consiglio di sicurezza, paralizzato dal veto.
Il calendario di Gaza
Nel 2024 sono state poste sotto veto sette proposte di risoluzione. Sebbene nel giugno 2025 l’appello per un cessate il fuoco incondizionato a Gaza sia stato approvato con 149 voti, sul terreno non è cambiato nulla.
L’ONU ha chiuso il 2025 con 1,6 miliardi di dollari di contributi non versati; circa il 95% del debito è a carico degli Stati Uniti.
La cronologia degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro da 66 organizzazioni internazionali, 31 delle quali appartenenti all’ONU. Il bilancio del 2026 è stato ridotto a 3,45 miliardi di dollari; sono stati previsti un taglio del 15% e la riduzione di circa 2.600 posti. I primi a essere colpiti sono stati la mediazione e la diplomazia preventiva.
La traiettoria di Vanuatu
Il personale nelle operazioni di pace è sceso a 78 mila 633 unità, con una riduzione del 49% rispetto al 2016. Il numero delle persone bisognose di assistenza ha superato i 252 milioni, mentre i fondi umanitari sono diminuiti di oltre il 30%. Mentre anche l’influenza dei piccoli Stati si indebolisce, la praticabilità dell’iniziativa climatica di Vanuatu è in calo.