Mentre persiste il timore che l’intelligenza artificiale possa distruggere l’umanità, sono aumentate le ricerche sui modi per sfuggire a questo scenario. Secondo Google Trends, a settembre la ricerca “L’intelligenza artificiale ucciderà tutti noi?” è aumentata di oltre il 5 mila per cento rispetto al mese precedente; a influire sull’aumento è stato l’avvertimento di un ex ricercatore di Anthropic, secondo cui il settore “sta giocando d’azzardo con le nostre vite”. La ricerca “Di cosa hai bisogno per sopravvivere?” è aumentata del 1026 per cento, mentre le ricerche “Compresse per purificare l’acqua”, “guida alla raccolta di cibo in natura” e “come costruire utensili di pietra” sono aumentate ciascuna di oltre il 500 per cento.
Nibble ha spiegato questa tendenza con la presa di coscienza, da parte delle persone, delle proprie lacune nelle conoscenze relative alle competenze di base quando si trovano senza telefono. La storica Hannah Platts ha dichiarato che l’aumento potrebbe riflettere più l’interesse per la digitalizzazione e gli stili di vita semplici che la paura di un’intelligenza artificiale fuori controllo. I ricercatori affermano che una superintelligenza potrebbe disattivare le reti di telecomunicazione e le infrastrutture critiche attraverso attacchi informatici, impedendo così di cercare informazioni su internet e di comunicare. Yurii Nakonechnyi ha invece sostenuto che il panico viene amplificato dalle dinamiche di mercato e che siamo ancora lontani dalla superintelligenza.
Perché è importante
Le tendenze delle ricerche mostrano che il dibattito sull’intelligenza artificiale non è limitato ai soli esperti di tecnologia e rendono visibile anche quanto le persone dipendano dalle risorse digitali per la sicurezza quotidiana e le esigenze fondamentali. Per questo, il tema diventa una questione da valutare insieme alla vulnerabilità dell’accesso alle informazioni e delle capacità di comunicazione in caso di una possibile interruzione delle infrastrutture. Tuttavia, i dati non dimostrano da soli che gli utenti stiano effettivamente facendo dei preparativi; l’aumento potrebbe riflettere una reazione di breve durata alla percezione di una minaccia o l’interesse verso stili di vita più semplici. La questione ancora aperta è se l’aumento delle ricerche indichi un cambiamento comportamentale duraturo oppure una curiosità temporanea innescata dagli avvertimenti del settore e dal panico generato dal mercato.