Nei programmi di elaborazione testi, a determinare la scelta possono essere più le abitudini degli utenti che l’opzione “migliore”. Per questo, proprio come George R. R. Martin utilizza WordStar, anche WordStar, a cui molte persone di una certa età legano i propri ricordi, è tornato a essere accessibile. [nampara-ai] ha combinato la vecchia versione di WordStar per MSDOS con DOSBox e l’ha pacchettizzata con script per Linux, Mac e Windows; inoltre, ha messo a disposizione una versione WebAssembly eseguibile nel browser. Su Linux, i file wordstar.sh e launch.sh preparano le impostazioni necessarie e avviano DOSBox, ma non riescono a risolvere correttamente i collegamenti simbolici. Per la versione web, è necessario eseguire `python3 -m http.server 5309` nella cartella web e visitare l’indirizzo `http://localhost:5309`. In alternativa, è possibile utilizzare RunCPM oppure procedere con un’installazione manuale di DOSBox.
Perché è importante
Questo sviluppo dimostra che i vecchi software non sono soltanto prodotti confinati agli archivi, ma possono essere resi nuovamente utilizzabili sui computer attuali e nei browser. In particolare, riduce la barriera di accesso per gli utenti abituati a WordStar e offre un’opzione di compatibilità tecnica tra persone che utilizzano sistemi operativi diversi. Il fatto che il progetto includa sia script pronti all’uso sia una versione del browser basata su WebAssembly crea un ponte tra la facilità d’uso e la conservazione dell’ambiente di lavoro originale. D’altra parte, il problema dei collegamenti simbolici su Linux dimostra che il pacchetto non funziona con lo stesso livello di affidabilità su tutti i sistemi. Per questo, la questione fondamentale ancora aperta riguarda quanto questi vecchi software possano essere pratici e sostenibili nell’uso quotidiano, al di là dell’accesso nostalgico.