La Procura generale della Repubblica di Bakırköy ha comunicato che prosegue l’indagine sulla morte dell’ex ministro dei Trasporti Arif Ahmet Denizolgun, deceduto il 7 settembre 2016. In seguito alla conclusione di «morte sospetta» contenuta nella relazione del 25 agosto redatta da un esperto dell’Istituto di medicina legale, sono in corso procedimenti per «omicidio» nei confronti di alcuni sospettati, tra cui Alihan Kuriş.
Prosegue inoltre l’indagine sui medici che hanno firmato la relazione del 17 ottobre 2016, intitolata «Morte naturale per emorragia cerebrale», e sul dirigente dell’Istituto di medicina legale che aveva inizialmente comunicato l’assenza della registrazione video dell’autopsia, per poi dichiarare che la registrazione esisteva. È stato precisato che gli accertamenti saranno ampliati sulla base dell’esumazione, dei dati HTS e degli altri elementi di prova.
Perché è importante
La portata dell’indagine non si limita alla questione di come sia avvenuta la morte, ma comprende anche l’esame della precedente valutazione medica e degli atti amministrativi relativi alla procedura autoptica. Il fascicolo richiede pertanto di chiarire sia i sospetti riguardanti la morte di Denizolgun, sia le circostanze in cui è stata redatta la relazione sulla morte naturale datata 17 ottobre 2016. L’esumazione, i dati HTS e gli altri elementi di prova forniranno alla procura una base per riesaminare le risultanze attuali. Tuttavia, il fatto che nei confronti dei sospettati siano in corso procedimenti per omicidio non significa che, in questa fase, sia stata accertata una responsabilità penale; la questione fondamentale ancora aperta nell’indagine è se la morte sia stata realmente naturale e come possa essere spiegata la contraddizione relativa alle registrazioni dell’autopsia.