IOM ha dichiarato che nel 2025 circa 8 mila persone sono morte o risultano disperse lungo le rotte migratorie in tutto il mondo. Al 15 settembre, quest’anno almeno 2 mila 292 persone hanno perso la vita o risultano disperse; nello stesso periodo dell’anno scorso il numero era 1.999. È stato riferito che le vittime continuano a registrarsi nonostante il numero di persone arrivate in Europa via mare sia diminuito del 39%. IOM ha invitato i Paesi a collaborare per salvare vite, contrastare la tratta di esseri umani e il traffico di migranti e ampliare i percorsi migratori sicuri. In vista dell’81ª Assemblea generale dell’ONU, che si terrà dal 22 al 28 settembre, la Direttrice generale Amy Pope ha affermato che i trafficanti sfruttano le lacune tra i Paesi. Nella dichiarazione è stato riferito che l’obiettivo è individuare soluzioni efficaci per tutti.
Perché è importante
I dati mostrano che il calo del numero di persone che raggiungono l’Europa non ha reso più sicure le rotte migratorie e che il rischio persiste indipendentemente dal volume degli spostamenti. Per questo, il dibattito non dovrebbe concentrarsi soltanto sulla riduzione degli attraversamenti irregolari, ma anche sulle modalità di attuazione tra i Paesi della capacità di ricerca e soccorso, della lotta alla tratta di esseri umani e delle opzioni di transito legale. Il fatto che i trafficanti sfruttino le lacune ai confini e nelle competenze indica che le misure adottate dai singoli Paesi potrebbero rivelarsi limitate. Tuttavia, nelle note del consiglio si segnala che vi è un problema tra il momento della pubblicazione della notizia e i dati relativi al 2025 presentati; ciò richiede chiarezza sull’attualità dei numeri e sul periodo rispetto al quale viene effettuato il confronto. L’appello lanciato prima dell’Assemblea generale dell’ONU è importante per portare questi temi nell’agenda politica, sebbene i passi concreti per l’attuazione restino non definiti.