Il presidente del Partito Anahtar, Yavuz Ağıralioğlu, in una dichiarazione rilasciata sui social media ha affermato che in Turchia il problema non è più soltanto non riuscire a sbarcare il lunario, ma non riuscire a pagare. Ha sottolineato che il potere d’acquisto dei cittadini si sta erodendo, che i debiti delle carte di credito stanno crescendo, che i prestiti sono diventati più costosi e che i crediti in sofferenza hanno superato gli 881 miliardi di lire.
Criticando la narrazione del governo sul calo dell’inflazione, Ağıralioğlu ha dichiarato che il cittadino non vede questo calo nella propria cucina, nel proprio portafoglio e nel proprio conto in banca, aggiungendo: «Gestire i numeri è una cosa, gestire la vita è un’altra». Ha rilevato che le famiglie si indebitano non solo per la casa e l’automobile, ma anche per i bisogni essenziali, che i commercianti cercano credito per restare in piedi e che gli industriali lottano contro tassi d’interesse elevati.
Ağıralioğlu ha sottolineato che il Paese non ha bisogno di più debiti, bensì di produzione, di salari reali elevati, di un’industria forte e di una nazione capace di risparmiare, affermando che il loro obiettivo è una Turchia che non tiri a campare con i prestiti, ma che costruisca il proprio futuro producendo.
Contesto
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